"Nell'arte il segreto per crescere è confrontarsi. Una esposizione in un museo è una opportunità per confrontare un'opera con un'altra che è sempre la migliore lezione di pittura. Occorrono occhi freschi, liberi da ogni pregiudizio. Fortunatamente l'arte ha una grande dote, quella di essere inesauribile.
È un processo senza fine, nel quale non si smette mai di imparare"
(F.Botero)

lunedì 19 marzo 2012

Stitchery First Experience

Che dire? Il primo stitchery non si scorda mai, e io, il mio, non potrei scordarlo nemmeno volendo, visto che è nato in un momento di quelli... ahia!c ...vabbè guardiamo avanti!
Non mi sono fatta ancora una delle mie solite documentazioni approfondite sul tema: infatti ancora non sò che origini abbia questo tipo di lavorazione semplice e sicuramente alla portata di tutti, non so quali altri punti oltre al punto indietro (noto anche come impuntura, in inglese back stitch) si possono utilizzare, non ho ancora i filati adatti nè il tipo giusto di stoffa. Insomma, sull'argomento non sono nè ferrata nè attrezzata, però conosco il focolaio di contagio e posso sempre chiedere i danni! :D
Per lanciarmi in questa mirabolante impresa ho chiesto l'aiuto tecnico/artistico di Alessandro che -la faccenda è oramai nota a livello mondiale- detesta letteralmente il disegno. Come lui, Martina.
E pensare che "Educazione Artistica", la moderna "Arte e immagine", è sempre stata la mia materia preferita in ogni ciclo scolastico: su entrambi le loro pagelle invece è la materia che sconvolge di più.;.;
In casa mia il detto "tale madre tali figli" è bandita!ssshhhhh!!!
Per questa fondamentale motivazione non ho imposto nessun tema, ma l'entusiasmo di Alessandro si è leggermente manifestato solo quando gli ho proposto di disegnare un soggetto a lui molto caro.
La settimana di riposo scolastico forzato da gastroenterite ha rafforzato la simbiosi tra Alessandro e Bellino, l'orsetto amico di mille avventure diurne e notturne, che vive con noi da 8 anni e che è stato così scelto per la raffigurazione artistica da riprodurre poi su tela.
La tela è un lino bianco molto grezzo, con trama forse troppo larga; il filato è un moulinè da punto croce a tre capi; il telaio è di quelli datati, era di mia madre, un tempo manoabile, che sicuramente si ricorderà di lui solo dopo essere passata a sbirciare di qui. Sono certa che grazie a questo ricordo, per l'ennesima volta mi sentirò dire: "M'hai sgraffignato pure questo?!?" :P

sabato 17 marzo 2012

"Undefined" al telaietto

Undefined = Indefinito, come tutti quei lavori che si iniziano con un'intenzione e con una destinazione ben precisa e che nel tempo, per un motivo o per altro, si perdono per la strada...
Anni fà avevo cominciato una volenterosa produzione di quadrati lavorati sul telaietto metallico della misura più grande: avevo un progetto ben preciso che però è sfumato in corso d'opera, così come l'entusiasmo di realizzarlo.
A inizio anno però, ho imparato le varie opzioni di significato della modaiola parola "decluttering" e ho deciso che era cosa buona e giusta da parte mia mettere in pratica l'insegnamento eliminando in primis il grande ammasso di UFO (UnFinishedObjects) avviati negli anni e così mi sono concentrata su questi polverosi quadrati provando a dargli almeno una parvenza di utilità.

E' nata così Undefined, una -eccessivamente colorata- minicopertina rettangolare che mi è stata veramente utile nell'affrontare le gelate sedute tv/pc durante questo freddo invernale davvero insopportabile.
Come coprigambe è stata eccezionale, ma si è rivelata comoda anche come coprispalle.
E' pesantissima, forse per via del metodo di unione che ho scelto per assemblare i vari quadrati (il primo metodo descritto in questo video): se avessi usato un altro metodo di unione (descritto in questo video) veniva meno corposa, ma grande quasi come un copriletto singolo.
Avevo predisposto un assemblaggio cromatico diverso, perdendo tutto un pomeriggio per cercare la combinazione giusta ma... quando per goffaggine distrazione mi sono cadute in terra tutte le colonnine di quadrati divisi e pronti per l'unione, non ho proprio avuto voglia di ricominciare tutto da zero e quindi ora mi tengo questo rigato che è, innegabilmente, una botta letale per la vista di chiunque (bleah! ^^)

sabato 10 marzo 2012

Collanina "Wonderpuzzle"

Una nuova sfida: un lavoro a richiesta le cui uniche direttive erano quelle di rispettare una tematicità da me già proposta, sviluppata però con cromaticità decisamente più sobria.
Il fascino del puzzle colpisce ancora! :)
Oltre al pezzo forte, ho creato anche una scatola per la confezione, spedizione ed eventuale conservazione della collana, nelle giuste misure e con una lavorazione che, nella sua semplicità, mi ha piacevolmente conquistata.
A volte basta veramente poco per dare quel tocco in più anche alle cose più semplici!

Il tutto è stato ridondantemente già recensito dalla entusiasta committente che ancora una volta ringrazio per la fiducia e per l'opportunità datami con estrema semplicità, senza alcuna imposizione.

lunedì 5 marzo 2012

Una Scacchiera sui generis

Il gioco degli Scacchi è certamente uno dei giochi più diffusi al mondo.
Per la sua complessità, per le sue innumerevoli regole, perchè necessita di astuzia, strategia, tattica ed esperienza, non ha mai fatto per me. Diciamo che ho deciso io che non avrebbe fatto per me. Non mi sono mai voluta applicare, nè mi sono almeno impegnata superficialmente a capire le regole basilari: l'ho sempre considerato un gioco per teste abili, per menti nobili, quello che certamente non sono io. ^^
Ma adesso ho un mini-scacchista serioso in casa, che pretende che io impari perchè... "Ma mammaaa, è facileee!" Il tutto dopo solo un paio di lezioni ricevute nell'ambito di un progetto che da qualche anno viene proposto alle scuole dove trova sempre pieno accoglimento.
Dopo le prime due lezioni, lo scacchista navigato, già mi parlava di arrocco, case, traverse, mosse, come se non avesse giocato ad altro in tutta la sua vita.
Prima di pretendere questo sacrificio umano, per il quale ho promesso almeno un minimo di interesse, è stata pretesa una scacchiera con tanto di scacchi: ovviamente non doveva essere una scacchiera comprata... ovviamente!
In attesa di ricevere la scacchiera di legno geppettata dal Nonno ne abbiamo fatta una di cartone riciclato con il provvidenziale aiuto di Big Shot e della fustella Sizzix-Original - Squares #3 (657026) che taglia dei quadrati perfetti in 4 misure (2,5 cm in questo caso).
Per gli scacchi è stato difficile decidere la linea da seguire: non li voleva classici, non li voleva pupazzosi, niente personaggi dei cartoni, nè sfide tra animali, niente bianchi e niente neri.
Ho indetto allora una sorta di brainstorming via email, consultandomi con un gruppo di menti creative che mi hanno dato interessanti spunti creativi: in attesa di idee alternative e suggerimenti, mi sono data da fare con delle prove, delle bozze concrete realizzate in pasta sintetica, che sono state subito approvate dal diretto interessato che ha gradito e promosso questa soluzione a suo dire molto originale.
I puristi dello scacco the original non si scandalizzino per questa licenza cromatica: i blu sostituiscono gli scacchi solitamente bianchi e i rossi quelli neri (in virtù di questo, mi sa che in queste foto ho sbagliato a posizionare le Donne)
Anche per le forme si è un po' andati oltre la consuetudine, ma in ogni caso sono state rispettate le altezze e messi bene in evidenza piccoli dettagli che differenziano un pezzo dall'altro.

Fino ad oggi, nel bene o nel male, nel suo genere, è una scacchiera... unica al mondo! 
E diciamolo!!! :D :D :D

giovedì 1 marzo 2012

Storia di una Palafitta

Capita, più che spesso, che io venga a sapere certe cose scolastiche per vie traverse, e a volte mi viene il dubbio che la mattina Alessandro entri in una classe che non è la sua e segua le altrui lezioni, visto che mi casca sempre dal pero.
Anche questa cosa del dover costruire una mini palafitta è giunta casualmente al mio orecchio e da lì ho chiesto spiegazioni al diretto interessato che, senza scomporsi, mi ha detto che era "facoltativo" e quindi aveva dato per scontato che non ci saremmo mai riusciti a costruirne una, visto che "facoltativo significa difficile".
Aaaaargh! (0.0) 
-Come osi, Discendente degenere, mettere in dubbio, le rudimentali capacità di progettazione architettonica di tua Madre?
In un secondo momento, come se fosse meno importante, mi sono poi preoccupata di spiegare il reale significato di "facoltativo". ^^

E fù così che dopo lunga e travagliata agonìa è nata la nostra difficilissima palafitta a quattro mani, con tanto di realistico accenno marino e fanghiglia di rifinitura.

Per immaginarla popolata, abbiamo approfittato degli ultimi respiri di Picnik : uomini primitivi non ce n'erano, ma anche con le stangone, sembra rendere l'idea! ;)

domenica 26 febbraio 2012

Impress Dual Marker: prove tecniche

Un po' di tempo fa -un bel po' di tempo fa- presa da un attacco di sentimentalismo verso un'attività che non applicavo dai tempi dell'adolescenza, mi sono regalata questi favolosi pennarelli acquarellabili con i quali avevo visto fare dei veri e propri miracoli artistici.
Non ho mai avuto grosse affinità con la tecnica dell'acquarello, ma mi è sempre piaciuto tanto provarci, al di là delle imposizioni scolastiche.
Credevo che con questi pennarelli sarebbe stata una passeggiata di salute, li vedevo maneggiare con estrema destrezza, mi incantavo a guardare i videotutorial di "quelle brave" che ci fanno dei veri e propri mini capolavori ricchi di sfumature impeccabili, privi di sbavature e perfettamente equilibrati ma...
...altro che passeggiata di salute!
Non è affatto semplice e bisogna sperimentare a lungo prima di arrivare ad ottenere dei risultati degni di nota!
Ma non mi sono scoraggiata: avevo questi pennarelli e volevo usarli!
Ho ripiegato quindi su una tecnica alternativa che, pur non garantendo gli stessi risultati, ha comunque la sua utilità e facilità di impiego.
Vi è infatti la possibilità di usare i pennarelli acquarellabili abbinati ai timbri: si colorano i vari dettagli del soggetto che, una volta impresso su carta, avrà tutti i dettagli variopinti a differenza di quando si utilizza il classico tampone che produce stampe monocromatiche.
Per la pulizia dei timbri mi sono lanciata nella produzione di spugnette decorative che, anche se devono svolgere "un lavoro sporco", almeno lo fanno dandosi un certo tono! ^^
Sono belline da vedere e comode da utilizzare: detergo i timbri con l'apposito pulitore e poi stampicchio sulla spugnetta che assorbe il colore e il liquido.
L'unico punto a sfavore è che il rivetto metallico che tiene uniti i fiori si ossida quasi subito per via dell'umidità.

Per provare ad acquarellare mi sono munita di un pennarello a punta media, con serbatoio: si riempie d'acqua e si usa come un pennellino, ma è molto più comodo perchè la quantità di acqua viene aspersa in base alla pressione che si applica sull'impugnatura.
I risultati dei miei test di acquarellatura sono ridicoli: per quanto io mi sia documentata guardando una innumerevole quantità di video pubblicati sul web, ancora non ho trovato un punto di incontro tra la tecnica e la mia incapacità di applicarla.
Come in tutte le mie sperimentazioni dai risultati non proprio ottimali, continuerò a provare fino a spuntarla... dovessero passare anche altri "tot" anni! :)

mercoledì 22 febbraio 2012

Spilla-ricordo

Una spillina per Gaia, con tanto di astuccio in tema.
Per ricordare il suo gattino Maru, vittima della strada.

lunedì 20 febbraio 2012

!!!Attenzione!!! Captcha - Verifica parole

Amici blogger, per favore, eliminate il sistema captcha nei commenti del vostro blog, perchè commentare non deve diventare un oneroso lavoro per i nervi di chi vi segue, che certamente non è un robot!
Per i commenti anonimi e molesti ci pensa stesso Blogger a collocarli nell'apposita cartella Spam da cui è possibile eliminarli manualmente, una volta attivata la moderazione dei commenti.

Bacheca --- Impostazioni --- Commenti --- Spuntare NO all’opzione “Mostra la verifica parole per i commenti” --- Salvare la modifica

Il tutto attivando la vecchia interfaccia di Blogger, perchè da quella aggiornata non si può attuare questa modifica.

*Questo è un post temporaneo che si autodistruggerà dopo la prossima pubblicazione*

...

Edit: 22/02/2012
Come giustamente mi è stato fatto notare, perchè autodistruggere questo post di utilità?
Evito quindi spargimenti inutili di sangue e lascio ai posteri la possibilità di usufruirne! :)

venerdì 17 febbraio 2012

Big Shot: Multipurpose Platform - Fustelle - Tip&Tricks

A seguito di continue richieste, email sul tema, domande ripetute e richieste nei commenti, ecco qualche altra delucidazione su Big Shot, basata esclusivamente su esperienza personale (non vi è infatti da parte mia la pretesa di divulgare la verità assoluta).
Colgo l'occasione per precisare che io NON VENDO MATERIALI E NON VENDO ATTREZZI e che questo tipo di pubblicazioni non mirano a pubblicizzare alcuna attività commerciale personale, ma sono esclusivamente semplici condivisioni di esperienze di tecniche, materiali ed attrezzi da me testati (talvolta con risultati tutt'altro che mirabili!)


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Un accessorio indispensabile, per utilizzare nella totalità tutte le funzioni di Big Shot, è senz'altro la Multipurpose Platform, fornita in dotazione con la macchina: non è altro che un adattatore di spessore.
Oltre ad una base molto alta, ha due "pagine" rigide più sottili (TAB2 e TAB1), che aumentano o diminuiscono lo spessore, in base alle proprie esigenze e all'accessorio che si intende impiegare.

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Per le fustelle di tipo "Bigz" o "Original", non si usa, perchè questo tipo di fustelle alte, che tagliano svariati materiali, ha già lo spessore adatto a passare tra i rulli, senza ulteriore bisogno di inspessimento: per fustellare occorrono solo i due tappetini da taglio da farcire con fustella e materiale da tagliare.


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Per le fustelle di tipo "Sizzlits"che sono di tipo sottile e che tagliano solo determinati materiali, si lavora sulla seconda pagina (TAB 1) interponendo, come al solito, la fustella e il materiale da tagliare tra i due tappetini di taglio.


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Per le fustelle basse, tipo Framelits Sizzix o Nestabilities Spellbinders  -che come le Sizzlits tagliano solo carta e cartoncino (io c'ho tagliato anche del pannolenci sottile), ma che non hanno lo stesso spessore di quest'ultime-  si lavora sulla prima pagina (TAB2), ovvero con l'intero spessore di Multipurpose Platform.
Questo tipo di fustella è molto comodo perchè essendo in pezzi singoli si posiziona con estrema facilità nel punto esatto che si intende fustellare... peccato che riesce a  fustellare (ed embossare) solo materiale molto sottile!


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Per l'utilizzo di Texturz Texture Plates, che sono delle piastre per embossare la carta e il cartoncino, si lavora su TAB1 e non si utilizzano i tappetini di taglio: si posiziona dunque la Texture, il materiale da embossare, il tappetino di silicone (Silicone Rubber), il tappetino rigido (Impressions Pad).
Il lato del foglio a contatto con la Texture acquisirà i rilievi in superfice ottenuti grazie all'agente pressante dei rulli.
Questo tipo di Texture si trova generalmente in kit da 3 piastre: ogni piastra ha due facce, ognuna con una fantasia diversa. Vi è la possibilità di acquistare uno Starter Kit: oltre alle 3 piastre sono compresi il tappetino di silicone e quello rigido.


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Per utilizzare le "Textured Impressions Embossing Folders" che sono ancor più efficaci piastrine per embossare, si lavora con entrambi le pagine della Multipurpose Platform aperte, quindi direttamente sullo spessore di base.
Le Textured Impressions Embossing Folders si interpongono tra i soliti tappetini da taglio, con al centro il foglio da embossare.
Con questo tipo di piastrine si ottengono embossature ancor più evidenti in quanto il foglio viene pressato da entrambi i lati (una facciata viene a contatto con la parte concava mentre l'altra è a contatto con la parte convessa dei rilievi).
Sono compatibili con Big Shot anche le texture di altre marche diverse da Sizzix.


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In ogni caso, su ogni "piano" di Multipurpose Platform, ci sono dettagliate istruzioni in inglese. Fortunatamente ci sono anche degli esplicativi disegnini che facilitano la comprensione semplificando il tutto!
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Nella sperimentazione degli spessori di Multipurpose Platform, ho ottenuto una forma sia embossata che texturizzata, utilizzando un omino fustellato in cartoncino multistrato spesso, lavorando con lo stesso metodo di preparazione e con gli stessi accessori utilizzati per le Texturz Texture Plates.
Il cartoncino multistrato, con lo strato centrale ondulato, sotto i rulli si è schiacciato e ha impresso sul foglio di carta sia la forma dell'omino che una particolare venatura che potrebbe tornare utile in un impiego futuro magari più mirato.


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 Paragoni di spessore tra fustelle di vario tipo.

Quando si acquista online, è bene fare attenzione alla scelta delle fustelle leggendo bene le indicazioni e la categoria di appartenenza della fustella desiderata: può capitare di innamorarsi di una fustella in particolare che però all'atto pratico non può svolgere le funzioni a cui siamo interessate.
Le fustelle costano non poco e anzichè mettere in preventivo una possibile delusione è sempre meglio optare per una scelta mirata, magari impiegando un po' più di tempo nell'informazione.
Ci sono, per esempio, delle fustelle bellissime, particolari, che tagliano tanti materiali ma sono destinate esclusivamente alla Big Shot Pro che ha una plancia ti taglio di misura decisamente superiore e di conseguenza le fustelle sono più grandi quindi non adattabili alla Big Shot classica (per la cronaca, una B.S.P. costa più del triplo di una B.S. classica, così come pure le fustelle, che hanno un prezzo superiore).
Una volta ci stavo cascando, ma ho speso qualche minuto in più, ho messo bene a fuoco i dettagli descrittivi del pezzo e ho schivato abilmente il pericoloso baratro dell'errore irreversibile!
Ma ci si può sbagliare anche nel piccolo, scegliendo una bellissima Sizzlits che però non taglierà mai il materiale di nostro interesse, e questo può accadere in un magic moment di shopping compulsivo, dove presi dalla frenesia dell'acquisto non si bada bene ai dettagli.
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Prima di acquistare Big Shot mi sono fatta circa un annetto e mezzo di "studio" sull'argomento, ho interpellato bigshotaddict, tutt'ora sperimento per capire quali sono i materiali alternativi che si possono fustellare, ho imparato a riconoscere le varie tipologie di fustelle (e quindi al momento non ho nessun errore all'attivo), ma sopratutto ho messo da parte la materia prima per poter arrivare a tutto ciò:
$$$
Se una Big Shot vuoi comprare
tanti soldini devi conservare
perchè poi diventi dipendente
di un paio di fustelle non te ne fai niente!
Metti all'ingrasso il tuo "porcellino"
fai un gruzzoletto e poi afferra il bottino!
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domenica 12 febbraio 2012

Collanina "Puzzleccentrika"

Avviso: in questo caso, sovvertendo tutte le regole della grammatica inglese, puzzle si legge esattamente così come si scrive (io lo faccio sempre con l'inglese, mica solo in questo caso, e ancora non mi è arrivata alcuna multa), sennò non suona bene! ^^

Questa collanina nasce dall'idea di realizzare un "bijoux giocattolo", dall'aria infantile, ma utilizzabile esclusivamente da una donna adulta. Volevo creare un accessorio che racchiudesse tanti colori e che avesse come soggetto principale qualcosa che ricordasse il gioco, un semplicissimo gioco per bambini, ma anche un pazientissimo gioco per grandi: cos'altro se non un puzzle?
Ho ricavato quindi le forme dei puzzle da una sfoglia di pasta sintetica lavorata a filigrana multicolor e stuccata in acrilico dopo cottura; ho poi assemblato il tutto con perline di vetro di vario tipo ottenendo una lunghezza media sfruttabile sia in estate che in inverno, in ogni caso rigorosamente su abbigliamento monocromatico.

Puzzleccentrika è una collanina che o si ama o si odia: io l'ho regalata ad una persona che certamente saprà apprezzarla in tutta la sua giocosa eccentricità naïf, una persona che ha fatto di questo soggetto il filo conduttore di un evento importante della propria vita, la stessa persona per la quale ho avuto il piacere di realizzare un lavoro importante su cui, per il momento, debbo mantenere il riserbo. =)



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Comunicazione di servizio: il 6 marzo slide.com chiude e il 19 aprile picnik.com chiude!
"Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno!"
Chi ha necessità di salvare le foto su di essi caricate  che lo facesse in tempo prima che vengano automaticamente cancellate insieme ai siti! 
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venerdì 3 febbraio 2012

Torchietto per bottoni automatici: ecco come si usa!

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"C'è solo un modo di dimenticare il tempo: impiegarlo."
(Charles Baudelaire)
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C'ho messo circa due anni, ma alla fine ho fatto amicizia col torchietto per bottoni, ho imparato i nomi dei vari pezzi e ad assemblarli e ho finalmente portato a termine un progetto la cui gestazione stava superando in durata quella degli elefanti asiatici.
(Che io stia diventando coerente? Che sia la volta buona che riesco a mantenere un'autopromessa?  L'unico buon proposito per il nuovo anno era quello di non cominciare nuovi lavori senza aver portato prima a termine quelli vecchi in attesa di completamento, che non sono pochi. Ce la posso fare! ^^ )
Quattro i componenti per ogni bottone, due per la parte superiore (femmina) e due per quella inferiore (maschio): anche in un semplice bottone automatico si manifesta la superiorità femminile! 
Era una battuta! (ma mica tanto! ^^)
Molla e Testa creano la parte superiore del bottone mentre Godronato e Olgo la parte inferiore.
Testa è la parte "egocentrica" del bottone, quella che vediamo, quella in bellavista; Olgo è la parte "timida", la più nascosta; Molla e Godronato sono  "grandi amici", sono quelli che vogliono stare sempre "vicin-vicin" ovvero quelli che permettono la chiusura dell'automatico.
Testa e Olgo vanno semplicemente inseriti nel vano accogliente della parte inferiore del torchietto, Molla e Godronato vanno agganciati alla parte superiore.
Per creare la parte superiore di un bottone si fissano al torchietto i punzoni per Testa e Molla, per la parte inferiore dell'automatico si fissano i punzoni per Olgo e Godronato: il tutto si esegue quindi in due tempi.
Una volta agganciati i punzoni con i relativi componenti del bottone si procede alla pressatura, interponendo al centro la stoffa e ruotando in senso orario la leva.
Avevo due problemi: la ruggine sulla leva e il non potere utilizzare da sola il torchietto che aveva un inevitabile bisogno di stabilità. Per la ruggine ho provato varie soluzioni, ma alla fine ho risolto rivestendo la leva con del nastro isolante adesivo che permette una maggiore e meno scivolosa presa; per il bloccaggio abbiamo ho fissato il torchietto su una tavoletta di legno sul cui fondo ho incollato un tappetino antiscivolo. 
Al momento dell'utilizzo fisso tutto al tavolo con due morsetti stringenti. Quando agisco sulla leva riesco a muovere il tavolo, ma il torchietto non si sposta di un millimetro e posso finalmente lavorare da sola senza mendicare aiuto!
Il lavoro che attendeva giustizia erano questi semplici borsellini multiuso che la scorsa estate avevo visto QUI (bellissimo quello del tutorial, perfetto, senza un minimo difetto) e che avevo archiviato in attesa di ispirazione.
Poi ho rivisto lo stesso lavoro QUI, ancora più bello, ancora più perfetto e con inserto ricamato e ho deciso di provarci anche io,alla mia rustica maniera, sfruttando qualche pezzuolina impolverata conservata da troppo tempo.
Una volta sbottonato, i bordi alti del borsellino vengono su e fungono da contenitore.
La versatilità di questo "borsellino" è inquantificabile ed è limitata solo alle esigenze di chi lo utilizza.
Io lo vedo utile come "porta..."
  1. monete
  2. card (la misura è giusta anche per la carta d'identità)
  3. cucchiaino (alcuni svezzandi sono viziosi!)
  4. chiavi
  5. bijoux
  6. utilità da cucito
  7. "cose" femminili
  8. trucco o piccoli accessori di quotidiana utilità

Grazie a questa nuova amicizia col torchietto ho finito i primi 12 borsellini che ho rifinito sia a mano che a macchina: volevo dargli quell'aria scarabocchiata che li allontanasse dalla perfezione che, ahimè, non mi appartiene e quindi ci sono andata giù duro con lo zigzag estremo, che pare ultimamente sia molto in voga nei lavori di cucito moderno.
Un solo borsellino non è stato scarabocchiato, ma solo perchè sgraffignato prima della fine dei lavori.
Dei piccoli cerchietti di feltro mi sono stati utili per inspessire la stoffa nel punto di contatto tra fodera e parte interna, superiore e inferiore, del bottone.  
  
Non ci sono profezie attendibili 
riguardo la tempistica
della prossima missione compiuta! 
ehm... Attendere, prego...

sabato 28 gennaio 2012

Biglietto di auguri per un Matrimonio

Ho realizzato questo biglietto di auguri per il Matrimonio di Federico e Margherita, una coppia di amici di mio marito.
Due le fonti di ispirazioni, una per il soggetto e l'altra per il colore: le farfalle che richiamano le decorazioni della di lei acconciatura e i colori femminili che richiamano la di lei "farcitura ventrea" (è in arrivo una bimba! ^^)

Niente a che vedere con le sontuose, perfette ed impeccabili realizzazioni di chi con eccellenza si dedica al  paper craft, ma solo un umile e maldestro tentativo faidate con l'aiuto di qualche preziosa attrezzaturina risolutiva (Big Shot in primis).
Oggettivamente parlando è ancora tanta la strada da fare per ottenere risultati degni di nota, ma non nego la soddisfazione provata a lavoro finito. :)

domenica 8 gennaio 2012

Da Granny Shrug a Cappottino


Confesso: prima di realizzare il Montgoskimo per Corinne avevo già fatto una precedente simile esperienza di lavorazione. Avevo realizzato questo cappottino da bimba per la mia nipotina che ha quasi 2 anni: l'ho tenuto nascosto finora perchè era destinato a dono natalizio.

Ero partita dall'idea di realizzare un Granny Shrug come quello bellissimo realizzato da Cinzia durante la scorsa estate, ma poi mi sono lasciata prendere la mano e da giacchino l'ho trasformato in un più sfruttabile cappottino "autunnalprimaverile", per quei periodi in cui c'è bel tempo ma è ancora presto per star fuori senza un'adeguata protezione.
La curiosità di vederlo finito mi ha distratta parecchio e mi ha impedito di fermarmi a scattare più foto della lavorazione e così, per puro caso, mi sono ritrovata solo questi passaggi che mostrano la crescita dell'esagono ripiegato a metà.
Avevo preventivato dei bottoncini all'uncinetto, le tanto sfiziose palline che finalmente ho imparato a fare, ma venivano troppo grandi e dovevo studiare un metodo per farne di più piccole, ma da sola a stravolgere certi schemi ancora non c'arrivo e così ho ripiegato su dei semplicissimi bottoni in sughero che ho fissato con dei nodini sul davanti.

Ora, non sò se è per via dei colori, o per quell'aria dal sapore antico vagamente hippie, per il tipo di lavorazione (con cui ho preso grande confidenza) o perchè mi ricorda tanto la mia infanzia, sta di fatto che mi piace proprio tanto!

venerdì 6 gennaio 2012

Di estrazioni, osservazioni e decisioni (l'anno nuovo porta consiglio )

ESTRAZIONI

La vincitrice del Giochino delle feste è Patti a cui chiedo di inviami privatamente l'indirizzo a cui spedire e una indicazione sulla scelta degli orecchini: rossi o verdi? :)
Le mani innocenti ed imparziali che si sono occupate del sorteggio sono di Alessandro che, ancora inpigiamato ed assonnato ha assolto egregiamente il compito! :)

OSSERVAZIONI
E' curioso! E' veramente curioso osservare come si diversificano le evoluzioni di concorsi, sorteggi, giochini a premi e simili proposti da blog e siti di natura varia.
Basta non porre limiti, aprire le porte a tutti indistintamente e mettere in palio anche della semplice aria fritta sottovuoto che subito si scatena la bagarre, lo sgomitìo, le manifestazioni di ammirazione e affetto da parte di perfetti sconosciuti pronti a dire qualsiasi ridicola cosa pur di partecipare nella speranza di vincere il bramato premio.  
Ultimamente, osservando lo sviluppo di determinati candy e giveaway, mi sono dedicata allo "studio" di questo fenomeno e ho scoperto delle abitudini a dir poco oscene che si stanno diffondendo nel web per merito (o demerito) di chi ha fatto della partecipazione ad ogni sorteggio, concorso, gioco a premi, una vera e propria missione di vita virtuale.
Con questo mio ultimo giochino (ultimo in termini temporali ma anche ultimo definitivamente parlando) ho testato personalmente ciò che avevo appreso nell'analizzare lo sviluppo delle proposte altrui.
Quando l'unico limite imposto è l'iscrizione al proprio blog o la pubblicazione di un link al proprio concorso, ecco scatenarsi la corsa all'arraffo selvaggio e alla partecipazione di massa ma, quando si dettano semplici regole -come la possibilità di partecipazione solo da parte di chi segue "abitualmente e concretamente", e per concretamente si intendeva una precedente partecipazione attiva fatta di scambio, di semplici battute o di critica costruttiva, anche in forma privata quindi non necessariamente pubblica- o spiritose, ma forse troppo impegnative, clausole di partecipazione -come il raccontare il proprio rapporto con un mezzo di comunicazione, nel mio caso la posta elettronica- ecco concretizzarsi la fase dell'impermeabilità: la proposta diventa respingente, probabilmente delirante  agli occhi di chi cerca vita facile e non ama perdere tempo impegnandosi con una partecipazione attiva per cui investire più del dovuto (dove anche leggere delle semplici regole diventa un assurdo ed insopportabile fardello da evitare)!
E' troppo facile partecipare con un "Oddioooo ma è bellissimo blablabla e chi se lo vuole perdere blablaba ti seguo praticamente da sempre ma non commento mai blablabla ti condivido qui blablabla ti condivido lì blablabla sei bravissima, ti ho appena scoperta blablabla..."
Quel "ti ho appena scoperta" è il massimo, perchè guarda caso ti scoprono appena metti in palio l'aria fritta!
E così, come ti scoprono, allo stesso modo ti cancellano appena finito tutto: nessuno ha mai più visto ritornare le calorose sconosciute in visibilio pronte a tutto!
 DECISIONI
Non ne abbiano a male le amiche blogger di sempre, quelle che frequento abitualmente da anni, o anche da pochi mesi, ma sempre con una certa regolarità e partecipazione, ma avrei deciso di concludere qui la mia partecipazione ai sorteggi altrui e la mia personale promozione di nuovi giochi a premio.
Ultimamente nel partecipare venivo assalita da una sensazione di ridicolezza e di fuori luogo che mi pervadeva quando, pur nella mia totale buona fede e coscienza pulita, mi ritrovavo tra un astutamente celato "non ti conosco, non ti ho mai commentato e mai più ti commenterò ma devo per forza partecipare" e un macchinosamente occultato "macchissenefrega della tua fessa generosità, voglio il tuo premio, anche se non mi piace, anche se non mi serve e poi chi s'è visto s'è visto!".
Da parte mia ci sarà sempre e comunque un pensiero concreto per le persone a cui voglio bene o a cui mi sento particolarmente affine alle quali non mancherò di dimostrare il mio affetto o la mia ammirazione, al di là di premi, giochi, concorsi e simili.
Resta inteso che mi esimerò oggi e sempre dal biasimare chi con tanta generosità, tanto entusiasmo e altrettanta buona fede continuerà a portare avanti e a promuovere queste occasioni di coesione, a proprio piacimento e necessità!  

Ringrazio per l'attenzione fin qui dimostrata auspicando comprensione generale. 

martedì 3 gennaio 2012

Spille floreali in feltro e perline

Feltro, cotone e perline: con questo mix di semplici materiali ho giocato con abbinamenti di colori caldi e colori freddi, dando vita a queste spillone a tema floreale dalla linea semplice ma versatile quanto basta.
Sono sentimentalmente legata alla Sizzix Original Die - Flower Layers 654979 la fustella che ho utilizzato per realizzare questi fiori: mi sono infatuata di lei ancor prima di innamorarmi di Big Shot!
Ho fatto enorme fatica per trovarla, mi dicevano che era fuori produzione e che in Italia non sarebbe mai più ritornata, ma adesso ce l'ho e me la tengo ben stretta! :)

La misura di questa spilla è perfetta per essere confezionata con Shaker Box 655134: ho realizzato una scatolina per ciascuna spilla, giocando con l'embossatura sia del cartoncino che dell'acetato per la finestrella (sono in continua fase sperimentale, mi si perdoni la ridondanza ^^).

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